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Chiesa di San Benedetto



Secondo un’antica tradizione, il monastero di San Benedetto risalirebbe al VI secolo e sarebbe stato fondato da San Mauro.


Il 15 luglio 1110 Papa Pasquale II condusse la chiesa sotto la diretta giurisdizione della Santa Sede, concedendo ai monaci il diritto di eleggere il proprio abate. Dopo una serie di vicissitudini poco chiarite dai documenti, nel 1222 il monastero , secondo il Morea ed altri storici locali, passava sotto la tutela diretta di Federico II di Svevia. Ancora un periodo negativo tra il 1265 ed il 1266, fino a quando il cardinale Rodolfo affidò il controllo del monastero ad una certa Dameta Paleologo, sfuggita alla devastazione dei Greci. Nel 1267 Gregorio X le concesse le insegne vescovili, la mitra (copricapo liturgico con due strisce che ricadono sul collo confezionato in tessuto pregiato e adorno di ricami e pietre preziose), il pastorale e l'obbedienza di tutto il clero di Castellana. Da questo momento in poi la presenza di badesse provenienti dai più nobili casati conversanesi consentì al monastero di accumulare una sorprendente ricchezza patrimoniale, della quale restano pochi oggetti tra i quali la mitra ed il pastorale. I rapporti tra le badesse ed i vescovi di Conversano, sostenuti naturalmente dai preti di Castellana, erano piuttosto conflittuali. La situazione continuò a peggiorare fino al 1810 quando Gioacchino Murat inviò a Mons. Carelli, vescovo di Conversano, un dispaccio nel quale dichiarava l'abolizione del potere delle badesse ed il passaggio del convento sotto il suo vescovado.
Morte le ultime benedettine, il monastero divenne proprietà del comune di Conversano che le affidò prima, nel 1910, alle suore di S. Anna, e poi, nel 1974, alle Apostole del S. Rosario.
La parte più antica della chiesa è certamente la cripta che costituì il primo oratorio del monastero. E' costituita da due piccole navate con quattro arcate a sesto tondo poggiate su pilastri quadrangolari. Le pareti sono rivestite da intonaco e si è accertato che non nascondono alcun affresco precedente. L'antico accesso alla cripta era costituito da una scaletta che la collegava direttamente alla chiesa, in seguito l'ingresso fu murato. La navata destra era riservata agli altari e quella sinistra a coloro i quali assistevano ai riti. La cripta è conosciuta meglio come grotta di S.Mauro, presunto fondatore del monastero, secondo una leggenda non accreditata.
La chiesa conserva della struttura originaria solo la parte muraria esterna, risalente all'XI secolo, epoca delle invasioni normanne. Unica decorazione esterna è il meraviglioso mosaico, costituito da pietre bianche alternate a tessere quadrate di vari colori. Intorno al 1658, sotto il badessato di una Acquaviva, sulla parete laterale Nord fu sostituita la porta di ingresso con un imponente portale affiancato da due statue di leoni sovrastate da lisce colonne corinzie e un architrave con motivi decorativi e simbolici.
Internamente la struttura ha subito una serie di modifiche e restauri. E' composta da tre navate e priva di transetto. La navata centrale, larga più di quattro metri, è coperta da tre cupole in asse. Anticamente presentava delle absidi, eliminate intorno al 1500, per lasciare spazio ad un grande altare centrale e ad una cappella dedicata alla Vergine del Rosario.
La torre campanaria romanica, risalente al periodo normanno, fu edificata alla destra del portale laterale. A tempi successivi, invece, risale il campanile barocco costruito con molta probabilitàper puri scopi decorativi. Sull'arco al suo ingresso sono raffigurati tre stemmi: lo stemma del papa Alessandro VII, quello degli Acquaviva e quello del monastero.
Intorno all'800 la chiesa subì ulteriori restauri ad opera dell'architetto Sante Simone. Fu sostituito l'antico pavimento interno, realizzati gli altari di San Bernardo e della Vergine del Rosario e altri lavori di rifinitura dei pilastri e delle mura.
Attualmente il monastero ospita le sale del museo civico di Conversano.

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