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Mese della Pace 2009


SCEGLI LA PACE

Il Mese della Pace accompagnerà i ragazzi a scoprire che anche quando intraprendiamo una strada che risponde alle nostre esigenze, molto spesso può capitare di perdersi in essa, di lasciarsi attrarre da "false luci" che ci distolgono dal nostro obiettivo principale e ci fanno sbagliare percorso. Questo rende necessaria la presenza di una guida che accompagni il cammino di ciascuno nella presa di coscienza che Dio Padre ha da sempre pensato e inserito tutti i nostri percorsi, all’interno del Suo progetto d’Amore per noi. I ragazzi pertanto, saranno aiutati ad individuare le dinamiche che portano allo scegliere e allo scegliere bene, nella prospettiva di realizzare i propri desideri e portare a compimento i propri progetti. A guidare ulteriormente il Mese della Pace sarà il messaggio del Santo Padre per la 42° Giornata Mondiale della Pace del 1 gennaio 2009 che fin dal titolo

Combattere la povertà, costruire la pace pone in evidenza quanto siano legate strettamente la dimensione della povertà, della fame con il bisogno di lavorare per la pace. La Festa della Pace si configura allora come un’esperienza che stimola i ragazzi a vivere relazioni positive quando i propri percorsi incontrano quelli degli altri. Infatti, l’incontro con l’altro non porta unicamente ad accoglierlo ma spesso si innescano dinamiche di tensione. Nello svolgimento della festa i ragazzi verranno educati a cogliere che i propri desideri devono essere relazionati, devono inserirsi nello spazio degli altri, in maniera da realizzare i desideri di tutti nel miglior modo possibile, magari facendo una piccola ma necessaria rinuncia. Proprio per questo l’ACR in collaborazione con Altromercato ha deciso di far entrare i ragazzi nel mondo del commercio equo e solidale: questo sarà possibile sia attraverso l’acquisto di un gadget (Irene, la borsa in juta appositamente realizzata in Bangladesh per l’ACR) che sosterrà alcuni progetti in Bangladesh e Paraguay sia attraverso le visite nelle Botteghe del Mondo dove i ragazzi potranno riflettere sull’importanza di una spesa giusta e acquistare alcuni prodotti selezionati per il Mese della Pace.

Combattere la povertà, costruire la pace

Gli equilibri internazionali minacciati dall’insicurezza alimentare
di Renato Raffaele Martino Cardinale, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace
Il tema Combattere la povertà, costruire la pace scelto da Benedetto XVI per la quarantaduesima Giornata mondiale della pace - che si celebrerà il 1° gennaio 2009 - conferma che la lotta alla fame e per la sicurezza alimentare resta, in questo inizio di millennio, la questione prioritaria. È questo il cuore stesso della convivenza mondiale, con le sue mutate condizioni di interdipendenza tra i popoli, con le sue impellenti necessità di autentica giustizia e con le sue esigenze di nuovi strumenti politici ed istituzionali.
Dal Papa viene un invito pressante a non adagiarsi sulla condizione attuale, a assumere a ogni livello impegni e comportamenti coerenti con la necessità di ridurre gli immensi squilibri che segnano tale convivenza. Senza di ciò, non c’è infatti nessuna possibilità di individuare - e tanto meno di portare a successo - linee di orientamento per la tutela della pace, per il rispetto della soggettività dei popoli e al tempo stesso per la loro collaborazione solidale.
Il Papa invita l’umanità tutta e in primo luogo i cristiani a una riflessione sulle radici profonde della povertà materiale, ma anche e soprattutto sulla miseria spirituale che rende l’uomo indifferente alle sofferenze del prossimo. La conversione del cuore che ci è richiesta dal Vangelo è certo soprattutto individuale, ma ha una sua espressione irrinunciabile anche nei comportamenti collettivi. La dottrina sociale della Chiesa ci ricorda che giustizia e pace sono valori plurali, sempre e tanto più in quest’epoca che avrebbe strumenti e risorse per consentire di vincere la sfida posta a tutti e a ciascuno dallo scandalo della fame.
La categoria che meglio esprime la nostra epoca è quella dell’interdipendenza, in cui si intersecano fra loro i settori della vita sociale e economica, gli interessi dei vari popoli, i diritti delle generazioni, comprese quelle ancora non nate.
Proprio lo scandalo della fame e la questione agricola a esso collegata manifestano l’inadeguatezza degli attuali sistemi di convivenza e dei rapporti internazionali a garantire i diritti dei più deboli e a promuovere la realizzazione del bene comune.
Del resto, è stato proprio Benedetto xvi a ricordare di recente che “povertà e malnutrizione non sono una mera fatalità” e che “le considerazioni di carattere esclusivamente tecnico o economico non devono prevalere sui doveri di giustizia verso quanti soffrono la fame” (Messaggio alla Fao del 2 giugno 2008).
Nel sud povero del mondo, gli investimenti infrastrutturali nelle zone rurali, specialmente per quanto riguarda acqua, strade, energia e comunicazioni, hanno un ruolo fondamentale nel promuovere la crescita in agricoltura, ma appare sempre più evidente che per parlare davvero di sicurezza alimentare occorra pianificare e attuare un nuovo modello di sviluppo agricolo diverso da quello ormai dominante delle monoculture destinate ai consumi del nord ricco del mondo.
In questo contesto, la situazione dell’Africa subsahariana si conferma la principale emergenza del mondo: proprio per quei popoli si profila infatti il fallimento degli interventi dei Millennium Development Goals (“Obiettivi di sviluppo del millennio”), che si propongono di quantomeno dimezzare entro il 2015 la tragedia sociale, economica e sanitaria delle nazioni in via di sviluppo. A sette anni dalla scadenza di tale progetto, motivi di relativo incoraggiamento non mancano, infatti, per le pur gravi condizioni di popolazioni di altre parti del mondo, mentre è proprio l’Africa subsahariana a veder continuamente accrescere la forbice con i paesi ricchi.
Continuano intanto a diminuire gli aiuti internazionali a favore di agricoltura e sviluppo rurale proprio nel sud del mondo dove vive il quinto sottonutrito dell’umanità esposto ogni giorno alla morte per fame. Sono un miliardo le persone che sopravvivono a stento con meno di un dollaro al giorno. E per altrettante persone questo infimo reddito è appena raddoppiato. Metà della popolazione mondiale non ha abbastanza per nutrirsi.
Pur nelle loro variazioni di anno in anno - relativamente irrilevanti, quando non peggiorative - i dati di tutti i rapporti internazionali rivelano un fatto certo: manca nel contesto mondiale una convinzione diffusa (e tutelata) della priorità dell’interesse collettivo. Di conseguenza, interdipendenza non equivale ancora a pace, proprio per il continuo affiorare di interessi contrastanti e per la tentazione perenne di ricorrere alle armi anziché alla ragione per dirimere i contrasti. Manca ancora, infatti, nel passaggio “dai molti all’uno”, cioè dai popoli alla concertazione internazionale, la maturazione di un disegno planetario autenticamente condiviso
in spirito di solidarietà.
Lottare contro la miseria significa oggi anche interrogarsi e trovare risposte su come sia possibile coniugare le molte culture con una convivenza pacifica mondiale.
Significa interrogarsi su come lo sviluppo di alcuni popoli pesi inesorabilmente sugli altri e su come l’ingiustizia dei rapporti finisca per diventare una minaccia per tutti.
Da questa consapevolezza muovono coloro - per primo proprio il Papa - che cercano di individuare direttive d’impegno in favore delle scelte di pace autentica e solidale e sollecitano nei diversi consessi della comunità mondiale politiche in favore dei popoli in condizioni maggiormente critiche. E lo fanno ricordando altresì che la questione trascende il pur importante aspetto della ripartizione delle ricchezze e investe in senso lato il diritto alla vita.

IL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE
Dalla definizione IFÀT, International Fair Trade Association
UNA NUOVA FORMA DI COOPERAZIONE
Il commercio equo e solidale è una partnership economica basata sul dialogo, la trasparenza
e il rispetto, che mira a una maggiore equità tra Nord e Sud del mondo attraverso il commercio internazionale. Il commercio equo contribuisce a uno sviluppo sostenibile attraverso l’offerta di migliori condizioni economiche e la difesa dei diritti dei produttori marginalizzati dal mercato e dei lavoratori, specialmente nel Sud del mondo. Le organizzazioni di commercio equo (Fair Trade Organisations) sono coinvolte attivamente nell’assistenza tecnica dei produttori, nell’azione di sensibilizzazione di opinione pubblica e istituzioni e nello sviluppo di campagne volte al cambiamento delle regole e delle pratiche del commercio internazionale.
Le linee guida del commercio equo sono:
􀁄 garantire ai piccoli produttori nel sud del mondo, un accesso diretto e sostenibile
al mercato, al fine di favorire il passaggio dalla precarietà ad una situazione di
autosufficienza economica e di rispetto dei diritti umani;
􀁄 rafforzare il ruolo dei produttori e dei lavoratori come primari “stakeholders”
(portatori di interesse) nelle organizzazioni in cui operano;
􀁄 agire ad ampio raggio, anche a livello politico e culturale, per raggiungere una
maggiore equità nelle regole e nelle pratiche del commercio internazionale.
Le organizzazioni che operano per un commercio equo e solidale sono accreditate a livello mondiale da Ifat (federazione mondiale di commercio equo) che definisce gli standard che gli operatori di commercio equo accreditati sono vincolati a rispettare, per verificarne il corretto operato e la trasparenza verso consumatori e interlocutori.
CRITERI DEL COMMERCIO EQUO
􀀗 Creare opportunità per i produttori economicamente svantaggiati Sostenere i produttori economicamente svantaggiati e favorirne l’accesso sostenibile al mercato, permettendo loro di passare da una posizione di povertà e vulnerabilità ad una maggiore sicurezza, sostenibilità e dignità.
􀀗 Trasparenza e responsabilità

Trasparenza nella gestione e nelle relazioni commerciali e relazione equa e rispettosa con i propri partner. Ogni organizzazione individua adeguati sistemi di partecipazione per coinvolgere i lavoratori nei processi decisionali
􀀗 Costruzioni delle capacità e formazione
Impegno a sviluppare le capacità dei produttori, fornendo un supporto adeguato e garantendo continuità nelle relazioni commerciali. Ogni organizzazione si assume la responsabilità di sviluppare le capacità gestionali dei produttori, di ampliare il loro accesso ai mercati e offre opportunità di formazione ai lavoratori.
􀀗 Informazione e promozione del commercio equo e solidale
Diffusione delle informazioni sugli obiettivi del commercio equo. Pubblicità e marketing devono essere trasparenti ed onesti. Impegno a fornire i più alti standard qualitativi per i prodotti e per il confezionamento degli stessi,
􀀗 Prezzo equo e prefinanziamento
È considerato equo un prezzo concordato tra le parti tramite il dialogo e la partecipazione, che garantisca una retribuzione equa per i produttori ma allo stesso tempo sia sostenibile dal mercato. Laddove esistono prezzi equi minimi (fair trade minimum price) stabiliti a livello internazionale, questi sono rispettati. Gli importatori garantiscono ai propri produttori partner il prefinanziamento della produzione e il pagamento tempestivo.
􀀗 Pari opportunità
Impegno a fornire a donne e uomini le opportunità per sviluppare le loro capacità. Ogni organizzazione è attenta alle condizioni di salute e alle esigenze di sicurezza delle donne durante la gravidanza e l’allattamento.
􀀗 Diritti dei lavoratori
Impegno a promuovere un ambiente lavorativo sicuro e salutare per i produttori, con acqua potabile, adeguate strutture igieniche e accesso all’assistenza medica di base.
􀀗 Diritti dei bambini
Rispetto della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei bambini, e dileggi e norme sociali legate al contesto locale.
􀀗 Ambiente
Ogni organizzazione massimizza l’uso delle materie prime derivanti da fonti gestite in modo sostenibile, possibilmente acquisendole localmente. Si utilizzano inoltre, laddove possibiLe, materiali riciclabili o facilmente biodegradabili per confezionare/imbatlare i prodotti.
CTM ALTROMERCATO
È un consorzio formato da 130 cooperative e organizzazioni non profit che promuovono e diffondono il commercio equo e solidale attraverso la gestione di 350 negozi chiamati “Botteghe del Mondo”, diffuse in tutta Italia. Ctm Altromercato collabora con 150 organizzazioni di artigiani e contadini in 40 Paesi di Africa, America Latina e Asia, garantendo l’importazione dei prodotti a prezzi equi per valorizzare i costi reali di lavorazione e permettere una retribuzione dignitosa del lavoro. Nelle Botteghe del Mondo si possono trovare diversi prodotti: cibi e bevande da tutto il mondo, frutta tropicale, tanti oggetti artigianali provenienti da tutti i continenti e anche vestiti in cotone biologico,e diffondere informazioni a tutti i partner.
I PROGETTI da sostenere
Manduvirà
è una cooperativa di piccoli produttori di canna da zucchero, situata nella città di Arroyo y Estero in Paraguay, che dal 2005 è in grado di produrre direttamente zucchero biologico. I 968 coltivatori di Manduvirà tagliano e puliscono la canna da zucchero prima di portarla nei centri di conferimento, dove con gru di legno la caricano sui camion diretti agli zuccherifici. L’obiettivo per il 2009 è di poter sostituire le gru in legno con nuove strutture in
metallo più resistenti e sicure.
Corr (www.cjwbd.com) è una cooperativa che nasce come programma rivolto alle vedove e alle altre donne colpite dalla guerra nelle aree rurali: attraverso la lavorazione dello juta nelle proprie case, le donne potevano garantirsi un’attività economica compatibile con el proprie necessità familiari. Oggi Corr lavora per organizzare i poveri, e in particolare le donne, delle zone rurali del
Bangladesh e migliorare la loro condizione sociale ed economica con la formazione, l’assistenza diretta e il reddito proveniente dalla produzione di prodotti del commercio equosolidale.
BaSE è un consorzio BaSE (Bangladesh Shilpo Ekota) che coinvolge le donne dei villaggi
rurali in attività artigianali, creando opportunità di lavoro e attenuando la difficoltà di ricevere sostegni continuativi, dato che il Sud-Ovest del Bangladesh è una delle regioni più difficilmente raggiungibii del Paese, a causa della distanza e della carenza di infrastrutturee."

Il 25 Gennaio 2009 si terrà a Fasano il tradizionale incontro diocesano della Marcia della Pace promosso dall’ACR ma aperto a tutta l’associazione che conclude il Mese della Pace.


La giornata avrà il seguente programma:
Ore 9.00 Arrivi e accoglienza, presso il sagrato della chiesa San Francesco da Paola;

Ore 9.30 Marcia per le vie del paese;

Ore 10.30 Arrivo al Palazzetto;

Ore 11.00 Celebrazione Eucaristica;

Ore 12.00 Momento di Festa;

Ore 12.30 Saluti e Partenze.




Inoltre, nella stessa giornata sarà consegnata la Lampada della Pace che, secondo l’ordine sotto indicato, sarà accolta nelle zone della diocesi fino al 17 maggio, ultimo giorno della SDFR a Conversano.
L’ordine sarà il seguente:

Rutigliano: dal 26 gennaio al 12 febbraio
Conversano: dal 13 febbraio al 2 marzo
Castellana Grotte: dal 3 al 16 marzo
Polignano a Mare: dal 17 al 22 marzo
Monopoli: dal 23 al 28 marzo
Putignano: dal 29 marzo al 4 aprile
Noci: dal 5 aprile al 19 aprile
Fasano Sud: dal 20 aprile al 3 maggio
Fasano: dal 4 al 16 maggio

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