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PUNTA IN ALTO - ANNO CATECHISTICO 2011 / 2012

Punta in alto: a ritmo di questo slogan si snoda il percorso per i bambini e i ragazzi dell’Acr per l’anno associativo 2011-2012. Ancora una volta, infatti, tutti gli acierrini saranno chiamati a seguire il Signore e ad alzare lo sguardo verso il Maestro, percorrendo con lui i sentieri che si aprono nelle loro vite.
In un anno in cui la montagna è il luogo privilegiato del nostro cammino associativo, i bambini e i ragazzi cercano di capire cosa può significare seguire il Signore sulla strada che porta a raggiungere nuove vette, a scorgere dall’alto la nostra vita, a gustare la bellezza di un paesaggio e ad accrescere il desiderio di scendere a valle per raccontare quanto visto e vissuto in cima. Aderendo all’Ac e scegliendo di fare gruppo, i bambini e i ragazzi scelgono di mettersi in cammino, insieme, verso nuove mete: ognuno è chiamato a partecipare per quello che è, con il proprio “equipaggiamento”, ma soprattutto con la consapevolezza che solo restando uniti si possono raggiungere le vette più alte. In questo modo potranno trovare la loro identità ed essere se stessi; riconoscendo il mistero profondo che si compie in loro. Solo infatti nella libertà di sentirsi Figli di Dio, possono scegliere di seguire il Maestro, solo nella libertà di accogliersi per quello che sono imparano a guardare a Gesù e a scegliere di essere suoi amici. Durante il cammino dell’anno gli acierrini scoprono che seguire il Signore è bello e faticoso, difficile e capace di lasciarci senza fiato. Seguire il Signore sarà per loro anche camminare sui passi di quanti ci hanno preceduto, santi e beati che ci accompagnano in questa lunga storia associativa: Antonietta Meo, Alberto Marvelli, ma soprattutto Pier Giorgio Frassati, amante appassionato delle montagne e cristiano dalla fede limpida e gioiosa. I bambini e ragazzi saliranno il sentiero, si fermeranno a riposare e avranno la tentazione di tornare indietro senza arrivare in cima; saranno chiamati a rimanere fedeli all’impegno preso, scoprendo la difficoltà di saper rinnovare il loro sì al Signore e all’Azione cattolica, con la consapevolezza di chi sa di essere chiamato ogni giorno a rispondere e a realizzare un progetto di bene più grande.
Scopriranno allora che dalla cima si vede un mondo diverso, lo sguardo vaga lontano e nasce il desiderio di non scendere, ma al tempo stesso la voglia di raccontare la bellezza a tutti gli amici, dell’Ac e non solo, spingerà i bambini e i ragazzi a scendere a valle per gridare quanto è bello l’incontro con il Signore. In questo cammino impareranno ancora una volta il valore dell’essere associazione, aperta a tutti e per tutti, capace di ascoltare e comprendere le difficoltà e le gioie. Puntare in alto sarà allora per tutti gli acierrini rispondere con la vita alla chiamata del Signore: essere pronti a mettere in gioco tutto di sé, tutte le proprie attese e speranze, tutti i propri sogni e certezze ed essere annunciatori coraggiosi dell’incontro con Lui, incontro che cambia totalmente la vita.

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