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II domenica d'Avvento

«Viene dopo di me colui che è più forte di me»… «Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

LA liturgia di questa domenica ci presenta due grandi araldi della venuta del Signore. Il primo è il profeta Isaia (I Lettura) che esorta al coraggio e alla speranza, poiché il tempo della prova è finito e i peccati sono stati espiati. Ora si annuncia una nuova alleanza: Dio stesso ritorna a camminare con il suo popolo sulla strada nuova che si apre nel deserto. Egli marcerà innanzi come il grande pastore d’Israele e, dietro a lui, come un gregge, il popolo eletto. Il secondo araldo, che richiama Isaia, è il precursore Giovanni Battista (Vangelo). La prima novità annunciata: il Battista delinea il Messia come il “forte” per eccellenza nei confronti di Satana e il sovrano unico della storia umana. L’altra novità è il battesimo di Giovanni, che viene amministrato nell’acqua, quale espressione di una semplice purificazione dal peccato, mentre quello di Gesù, conferito nello Spirito Santo, sarà effusione piena di santificazione che trasforma il credente in figlio di Dio e lo rende erede di «nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia» (II Lettura). 

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